Tales of Breaker

autoredi Marydata3 luglio 2008 - 16:07 commentiNessun commento

TALES OF BREAKER
Uno dei Tales of per cellulare in assoluto più famosi tra tutti!


Il sistema di combattimento
Aspetti Generici
I personaggi del gioco
Tecniche di Mika
Tecniche di Yuuteki
Tecniche di Iivurin
Tecniche di Zauber
Tecniche di Burger
Tecniche di Lulu

Quella che ci apprestiamo a scrivere non è altro che una mini recensione su quelli che sono gli aspetti fondamentali di un gioco sfortunatamente poco conosciuto in Occidente, almeno fino ad ora! Scriviamo questo perché in quest’ultimo periodo la saga dei Tales of ha acquistato sempre più valore grazie ad una crescente popolarità presso il pubblico. Se prima vedere un Tales of tradotto in lingue europee era solo un sogno o forse una mera illusione, adesso pare che sia diventata una realtà.


Poco tempo fa, di fatti, è uscito Tales of the World Narikiri Dungeon
, uno spin off allegro, divertente e colorato della saga dei Tales of per PSP e in europeo. Adesso si stanno muovendo le acque e la gente inizia a domandarsi di che cosa si tratta questo gioco e da quale saga proviene. In realtà quello che può sembrare un brand di nuova fattura è un titolo che esiste già da molto tempo e che vanta dalla sua numerose avventure di intrepidi eroi in stile gioco di ruolo nipponico.

La saga dei Tales of è stata infatti creata e concepita dalla Namco, una software house davvero molto famosa in tutto quanto il mondo più che altro per aver dato vita ad uno dei personaggi più iconografici del mondo dei videogiochi e cioè Pac Man, un allegro omino di colore giallo che era solito viaggiare per delle strade mangiando praticamente tutto ciò che si trovava davanti a lui.

Erano i tempi d’oro di questa software house
, tempi che permisero a Namco di sviluppare giochi che non centravano assolutamente nulla né con Pac Man né tanto meno con i platform (genere al quale apparteneva, per l’appunto, Pac Man). In quel periodo uscì, per Super Famicom, il mitico primo capitolo della saga dei Tales of e cioè Tales of Phantasia, una bellissima avventura di un giovane e dei suoi compagni in eterna lotta contro le forze del male, ma anche con le forze del Mana… una potente energia vitale davvero importante per tutto il mondo che non si doveva per nulla al mondo esaurire!

Dopo Tales of Phantasia videro la luce moltissimi altri Tales of
, forse per via del fatto che il primo capitolo già da solo riuscì a fare cose prima del tutto impensabili come, ad esempio, introdurre un tema cantato in una cartuccia oppure permettere al giocatore di muoversi in tempo reale praticamente ovunque. Si trattava, dunque, di un gioco di ruolo anomalo, ma sicuramente molto interessante.

Tra le altre cose Namco, fin da sempre, ha strizzato molto gli occhi nei confronti delle console portatili come il Game Boy, il Game Boy Advance, il Nintendo D S e la Sony P S P. In un primo momento, comunque sia, la software house era solita sviluppare solo remake o comunque porting per queste console come ad esempio il porting (o per meglio dire, i porting, dal momento che ve ne furono tantissimi) di Tales of Phantasia per Game Boy Advance e per moltissime altre console.

Poi, però la Namco, consolidando un ramo del loro team di sviluppo nel team dei Tales, ebbe la possibilità ed i fondi necessari per poter realizzare qualcosa che andasse un po’ al di là di quelli che erano i loro storici titoli della saga dei Tales of Fandom o dei Tales of the World. Il risultato fu un nuovo ed emozionante brand ricco di titoli egualmente eccezionali. Abbiamo visto di fatti capolavori di grande calibro come, ad esempio, Tales of the Tempest e Tales of Innocence per Nintendo D S e porting dei leggendari Tales of Destiny 2 e Tales of Rebirth per Sony P S P.

Questa recensione, però, non vuole in alcun modo parlare di queste cose giacché ci rendiamo conto che non centrano molto con il discorso di Tales of Breaker. Tutto questo è solo per specificare una cosa molto importante e cioè la propensione di Namco verso il mercato dei giochi portatili. Non ci giunge dunque nuova o strana la notizia che tale software house si sia buttata così capofitto, forse di più di Square Enix all’interno dello sviluppo di giochi di questo genere, anzi!

Ce lo aspettavamo proprio. Questa recensione è un tentativo, forse un po’ utopistico per dirla tutta, di estendere questa nostra passione per tale saga ad un sacco di lettori che forse si avvicineranno ad essa ed impareranno ad apprezzarla. Purtroppo allo stato attuale delle cose l’Italia non è certo terreno fertile per i giochi per i cellulari. È vero che i cellulari sono molti, forse in maggior numero rispetto che all’estero, ma è pur vero che in futuro tutti quanti i titoli per telefonini vedranno un sempre più smodato numero di accessi ad internet per moltiplici ragioni come, ad esempio, scaricare patch correttive del gioco, scaricare aggiornamenti, scaricare informazioni, giocare online con gli amici, organizzare eventi legati al gioco e molto altro ancora.

Considerando che per ora tutti i profili internet per cellulari sono a consumo pronostichiamo che per ora in Italia ci dovremo continuare a sorbire orribili titoli realizzati in Java che lasciano il tempo che trovano. Titoli come le trecento e più versioni noiose di Tetris, i soliti giochi insulsi di simulazione, titoli anonimi tipo platform e poco altro ancora. Con ogni probabilità, leggendo la recensione di Tales of Breaker vi accorgerete subito dell’enorme divario che esiste tra questo genere di giochi tristemente popolari e perle di assoluta bellezza tecnica come queste.

Tales of Breaker e i suoi misteri
Tales of Breaker, dal giapponese Teiruzu obu Bureikaa ha visto l’inizio della sua fortunata realizzazione proprio dopo la creazione di giochi più convenzionali della saga dei Tales of e cioè titoli della portata di Tales of the Abyss, Tales of Destiny, Tales of Symphonia e molti altri ancora usciti per console fisse. Anche Tales of Breaker, proprio come tutti i suoi parenti e cugini, se così li possiamo chiamare, presenta un tipo di gioco tipicamente di ruolo e per computer (quindi non di carte) che in Sol Levante si chiama con il nome di J R P G e cioè Japanese Role Playing Game. La caratteristica di questo tipo di gioco di ruolo che lo differenzia da quello in stile prettamente occidentale, è quella che il giocatore non è in alcun modo libero di creare il personaggio che desidera e fargli fare ciò che vuole.

I personaggi in Tales of Breaker sono ben definiti
sia come sesso che come aspetto fisico ed inoltre hanno delle caratteristiche ben specifiche che non possono essere in alcun modo cambiate come, ad esempio, una prestanza più o meno spiccata di muscoli o una preponderanza o meno ad usare magie o incantesimi. Questo gruppo di eroi, ad ogni modo, è solito viaggiare per realizzare uno scopo molto grande e nobile, ma per farlo prima dovrà risolvere numerosi altri piccoli scopi come aiutare una persona in un villaggio, dare una mano in rapimento e molto altro ancora.

Spesso e volentieri, comunque sia, queste piccole missioni vi verranno date da personaggi non giocabili che vanno sotto il nome di N P C i quali, staticamente inseriti in un determinato ambiente, vi chiederanno aiuto. In molteplici casi molte delle richieste di questi personaggi saranno quelle di sconfiggere il nemico di turno e tutti i suoi scagnozzi. Tutto questo genererà un numero davvero infinito di battaglie, sfide, lotte e chi più ne ha più ne metta. Inutile dire, insomma, che il topos tipico dei giochi di ruolo in stile nipponico scalpita più che mai anche in Tales of Breaker.

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