Splinter Cell Double Agent
di Axel
8 giugno 2008 - 21:06
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Splinter Cell Double Agent
Rieccoci a vestire i panni di Sam Fisher, questa volta in un’operazione tutt’altro che facile: dovrà riuscire ad infiltrarsi, per conto dell’agenzia Third Echelon, all’interno di un’altra organizzazione (JBA, organizzazione terroristica) e sabotarla, il tutto senza farsi scoprire! Per chi non avesse mai giocato alle precedenti versioni del gioco, una splinter cell altro non sarebbe che una cella attiva formata da un singolo uomo armato fino ai denti ed equipaggiato con ogni tipo di diavoleria che possa essere utile nell’operazione a cui sta lavorando.
A questo nuovo episodio della famosa saga, va accostata una breve introduzione, dato che ritroviamo il nostro eroe in una situazione diversa da quella in cui lo avevamo lasciato in Splinter Cell Chaos Theory. Innanzitutto è morta la figlia di Sam, Sarah e non riuscendo a superare la depressione in cui cade, Fisher viene sospeso dal suo amico Lambert, dato che poteva compromettere la riuscita delle operazioni a cui lavorava. Questo fino a quando Sam viene ricontattato per portare a termine una missione ancora più pericolosa del normale: divenire un infiltrato, tra la vita e la morte in ogni momento.
Inoltre questo nuovo incarico porterà un’aria fresca di novità in tutto il gioco, perfino sullo scopo finale o sul gameplay stesso. Infatti la Gameloft ha avuto la brillante idea di far scegliere a noi se continuare a stare dalla parte dei buoni o se passare dalla parte dei cattivi; naturalmente la nostra scelta influirà poi su tutto il resto del gioco e soprattutto sul finale. Questa scelta è resa possibile proprio grazie alle missioni che ci verranno assegnato, sia dall’organizzazione terroristica JBA, sia dall’organizzazione di spionaggio NSA.
Se sceglieremo di dare più fiducia alla JBA facendo anche le missioni più sporche diventeremo a nostra volta pericolosi terroristi, mentre se sceglieremo di passare le informazioni ricevute alla NSA diventeremo il (solito) eroe che sgomina l’organizzazione nemica e salva la sua patria, rimanendo sempre fedele alla propria bandiera. Gettando queste buone basi, con sostanziali novità proprio nel gameplay, la Gameloft non poteva deludere gli amanti della saga sotto l’aspetto tecnico del gioco. E’ così che i background dei vari livelli sono ben fatti e curati nei minimi particolari (anche se nulla di particolarmente rilevante rispetto alle precedenti versioni). Non delude neanche l’audio, sempre, o quasi, adatto all’azione che stiamo svolgendo. Possiamo quindi promuovere questo prodotto, considerandolo di ottima fattura e con quel tocco di novità che proprio serviva a Splinter Cell.
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