Bruci la città
di Rita
13 ottobre 2008 - 14:10
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Bruci la città
Irene Grandi ha una grinta da vendere, lo dimostra nelle sue canzoni e nel suo modo di porsi. Tutte le sue canzoni sono a mio avviso splendide ma il singolo Bruci la città, scritto su misura per lei da Francesco Biancone dei Bustelle, ha una marcia in più. Sia la musica che le parole infondono energia mista a quella sorta di rabbia che è una caratteristica propria di Irene. Non si tratta di una canzone nuova, è uscita già da un pò ma fa sempre piacere ascoltarla e poi le canzoni non sono fatte per “essere di moda” al momento ma per accompagnarti sempre anche dopo anni. Non possono essere sostituite da un’altra canzone di uguale significato ma sono uniche, ognuna la è.
Questo pezzo, che risulta essere un’ottima suoneria per il vostro Nokia o per qualsiasi altro vostro cellulare di qualsiasi tipo, potrà spronarvi ad affrontare con grinta la vostra quotidianità. Una canzone che parla di un amore forte, talmente forte che porta a disinteressarsi di tutto il resto. Chi se ne importa se la città brucia, se il grattacielo crolla, se tutto svanisce, se le stelle esplodono, se tuttoi l mondo muore sotto un tram. Questa estremizzazione che la cantante interpreta in maniera spettacolare significa solo amore, quell’amore che ti porta a mettere chi si ama al centro del mondo. E che ti porta, nonostante fuori stia accadendo di tutto, a proteggere quell’amore con tutte le tue forze, solo quello. Perchè alla fine davvero quando si è amati si è al centro del mondo per chi ci ama.
Una canzone che nonostante il tema e le forti parole si presta, per assurdo, ad essere cantata sempre: da quando si guida, a mentre si è sotto la doccia. Questo perchè è orecchiabile, e molto ritmata. E per le stonate come me, perchè da la possibilità di intonare quegli acuti misto gridi. L’importante è fare uscire la rabbia e usare il canto come valvola di sfogo, come fa Irene (anche se in maniera leggermente diversa direi) ma tanto lei non ci sente….
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